edificio ultracinquantenne, beni culturali ed autorizzazione alla vendita


 

 

Not. Claudio Limontini

 

Se la Soprintendenza non risponda nel termine "perentorio" indicato dal T.U. in merito alla autorizzazione alla vendita di bene edificato da oltre 50 anni, quid iuris, considerata l'esclusione del silenzio assenso?

 

 

 
Not. Riccardo Menchetti

 

Se non ricordo male Ŕ proprio il T.U. a qualificare come di interesse in quanto tale i fabbricati posseduti da enti pubblici e questo indipendentemente dall'inserimento in elenchi particolari.

 

Non mi pare per˛ si faccia riferimento alla sola epoca di costruzione, ma al fatto che rivesta oggettivamente interesse.

 

Il problema Ŕ: come stabilire se oggettivamente interessante?

 

Del resto il comma 1 dell'articolo 2, T.U. non fa riferimento agli anni; l'unico riferimento si trova al comma 6 che recita "Non sono soggette alla disciplina di questo titolo, a norma del comma 1, lettera a), le opere di autori viventi o la cui esecuzione non risalga ad oltre cinquanta anni"

 

A parte il fatto che sembra riferirsi solo ad opere d'arte e non ad immobili, il limite Ŕ comunque in senso negativo, ossia devono necessariamente avere 50 anni, ma avere 50 anni non comporta necessariamente l'essere rilevanti, purtroppo... altrimenti i vecchi quadri fatti da mio nonno avrebbero un valore.

 

 


 

Not. Marco Lanzavecchia

 

Personalmente ritengo che:

- l'eventuale "presunzione" di interesse concerna soltanto "i beni ultracinquantennali" e "di proprietÓ o di enti territoriali o di enti pubblici o di persone giuridiche private"; per i beni appartenenti a soggetti diversi non vi Ŕ interesse (e quindi vincolo) senza previa notifica (Ŕ la Soprintendenza quindi a doversi attivare);

- la "presunzione" (che tale poi non Ŕ in senso tecnico) nasca dal fatto che detti enti dovrebbero, di loro inziativa, inviare elenchi delle loro proprietÓ (o comunque documentazione di ogni proprietÓ acquisita) teoricamente sottoponibili ai vincoli del T.U. 352/1997 (e quindi ultracinquantennali) proprio per avere responso in merito al loro interesse ed evntualmente sottostare alla disciplina vincolistica (ad.es. autorizzazione per l'alienazione o la costituzione d'ipoteca);

- solo con l'esame dell'immobile da parte della Soprintendenza (che richiede invio alla stessa di documentazione fotografica e catastale) ed il suo responso si abbia certezza se il bene sia o non sia sottoposto alla disciplina del T.U..

 

Il rischio Ŕ quindi di far stipulare da detti Enti atti su beni immobili ultracinquantennali sui quali la Soprintendenza "ex post" valuti l'interesse ed asserisca la negligenza dell'Ente nel non segnalare il bene, ipotizzando la nullitÓ degli atti.

 

 


 

Not. Paolo Giunchi

 

La trascrizione del vincolo Ŕ un elemento essenziale nella normativa che disciplina il trattamento di favore per la imposta di registro per il trasferimenti di beni culturali.