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AUTENTICITÀ DEL TITOLO E RUOLO ESCLUSIVO DEL NOTAIO "il sette giugno 1975 la scuola di specializzazione in diritto civile dell'Università di Camerino ospitò una tavola rotonda sul tema "il ruolo del notaio nella formazione del regolamento contrattuale". i più bei nomi del notariato dell'epoca si incontrarono nella cittadina marchigiana per discutere i risultati di un indagine basata su domande piuttosto provocatorie (ad esempio: "è giusto che i notai siano professionisti e non funzionari?"). gli atti di quell'incontro furono pubblicati da Jovene in un volume esaurito da tempo, che conserva ancora una eccezionale attualità; risulta difficile pensare che nelle pagine di quel libro ingiallito siano stampate opinioni riferite a trent'anni fa. il volume in formato pdf, per chi volesse verificare cosa sia cambiato sul tema, nell'epoca dell'informatica e della persistente ricerca della "funzione notarile", è scaricabile in tre parti" (notaio Alberto Forte)
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Congresso di Roma, 3-4 dicembre 2004 Riccardo Ricciardi visualizza il filmato Evoluzione dei sistemi informatici notarili La mia relazione ha per tema l’ “Evoluzione dei sistemi informatici dello studio notarile”, tema che potrebbe sembrare non in linea con le problematiche derivante dal codice sulla privacy. Ma in effetti l’esatta denominazione del codice è Codice in materia di protezione dei dati personali ed esso prevede, che il trattamento di dati personali effettuato con strumenti elettronici è consentito solo se sono adottate, obbligo sanzionato penalmente, le c.d. misure minime di sicurezza. Non c’è quindi alcun dubbio che il notaio, stante la gestione informatica del suo studio, che, peraltro, è destinata, come vedremo, sempre più a complicarsi, sia tenuto ad adottare queste misure di sicurezza. ..... L’Aquila, 7 dicembre 2002 Riccardo Ricciardi Nelle mie relazioni a precedenti convegni di NOTAM sulla firma digitale e precisamente in quella del 28 settembre 1997 “Atto notarile a mezzo computer” ed in quella del 20 novembre 1999 “ATTO NOTARILE INFORMATICO” tentai di fare chiarezza dopo due falsi allarmi; il primo sollevato da incompetenti vari “Addio notaio: gli atti pubblici si faranno al computer” e l’altro sollevato dall’allora sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Franco Bassanini “il riconoscimento pubblico della firma digitale, deciso dal governo Prodi, mi consente di comprare da Roma la villa di Cortina da un signore di Milano, facendo l’atto con un Notaio di Belluno, mentre tutti e tre restiamo a casa davanti al computer. E l’atto viene automaticamente trasferito – senza alcuna produzione di carta – al Pubblico registro e al Catasto.”. Sono passati altri anni: i notai esistono ancora e gli atti si fanno come sempre; ma fino a quando? Il Modello Unico e gli Adempimenti Telematici presso il Registro delle Imprese, ma soprattutto la firma digitale a norma sono problemi di oggi. In questi giorni, infatti, i Presidenti dei Consigli Notarili, e quindi anch’io come Presidente del Consiglio Notarile di Campobasso, Isernia e Larino, devono consegnare a tutti i Notai la firma digitale secondo quanto previsto dal Manuale operativo del Consiglio Nazionale del Notariato per il servizio di certificazione delle chiavi pubbliche. ..... Francavilla al Mare, 18 maggio 2002 Riccardo Ricciardi Dal notaio rurale al notaio informatico Il notaio è un libero professionista investito di una pubblica funzione. L’essenza di questa pubblica funzione consiste nel cavere, ossia nella “c.d. attività di adeguamento, diretta a ricondurre la volontà empirica della parte nell'ambito dello schema negoziale”, che presuppone l'indagine della volontà delle parti e la personale direzione della compilazione integrale dell'atto (art. 47 L.N.) e la personalità della prestazione (art. 2232 C.C). Questa funzione è sempre stata doverosamente espletata dai c.d. notai rurali. Ma nell’attuale società i notai territorialmente "rurali" sono quasi spariti, perché i comuni rurali diminuiscono e ad ogni revisione decennale le sedi si concentrano nelle città. E nelle città la vita è sempre più complicata, il tempo è prezioso, i contatti umani sono ridotti all'essenziale e inesorabilmente l'organizzazione dello studio notarile propende verso il "criterio industriale della divisione del lavoro, con la conseguenza che la prestazione, anziché far capo al notaio in tutta la sua estensione, viene scomposta ed affidata nei suoi segmenti ai titolari delle rispettive specializzazioni, tra i quali il notaio è il puro addetto al rogito." Per evitare che il notaio divenga un industriale del rogito, ossia in altri termini non espleti più la funzione delegatagli dallo Stato, per evitare, quindi, che lo Stato stesso un giorno prenda atto dell’inutilità della funzione notarile, adeguandosi in questo ai paesi di common law, è necessario che il notaio alla sua cultura giuridica associ una cultura informatica. Occorre una riqualificazione giuridico-informatica del notaio. ..... CAMPOBASSO, 29 aprile 2000 Riccardo RicciardiIl notariato ha sempre seguito con attenzione quella che ormai viene da tutti riconosciuta come una rivoluzione epocale: la rivoluzione informatica. E perciò che il notariato si è già dotato della c.d. Rete Unitaria del Notariato (RUN), che consente sia collegamenti di tipo “Intranet” (rete privata tra notai e CNN), che “Internet” (rete pubblica tra notai e Pubblica Amministrazione, Camere di Commercio e privati). La RUN, in sostanza, risponde ai seguenti obiettivi: - offrire un supporto bidirezionale alla trasmissione di dati (testi, documenti, certificati, risultati di interrogazioni a banche dati), collegando i notai tra di loro e questi con il CNN, la PA ed in genere il mondo esterno; - rendere disponibile un sistema telematico in grado di offrire elevati livelli di affidabilità e sicurezza, che non possono essere gestiti da singoli notai, per gestire sia le informazioni di interesse comune (accesso in lettura alle banche dati della PA) che le applicazioni di particolare complessità quali quelle consentono di aggiornare per via telematica ed in tempo reale quelle stesse banche dati. Le principali tipologie di servizi di interesse, offerti dalla RUN, oltre ai “servizi di base” normalmente offerti da qualunque provider di mercato, sono: - visure catastali - visure ipotecarie in conservatoria - visure automobilistiche al pra - visure camerali - altri servizi: pubblicazione di un Notiziario giornaliero on-line, Banca Dati Giuridica in rete, consultazione delle leggi tramite collegamento alla banca dati del Poligrafico dello Stato, consultazione delle sentenze tramite collegamento alla banca dati del CED della Cassazione. ......
PESCARA, 20 novembre 1999 Riccardo Ricciardi In un’intervista a Repubblica del 6 novembre 1999 Franco Bassanini, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri (la Firma Digitale italiana è nata in una delle Bassanini) ha asserito che “L’Italia per certi aspetti e’ persino più avanzata degli USA. Per esempio, il riconoscimento pubblico della firma digitale, deciso dal governo Prodi, mi consente di comprare da Roma la villa di Cortina da un signore di Milano, facendo l’atto con un Notaio di Belluno, mentre tutti e tre restiamo a casa davanti al computer. E l’atto viene automaticamente trasferito – senza alcuna produzione di carta – al Pubblico registro e al Catasto.” Quest’asserzione, stante l’attuale normativa, è fuorviante, ma in un prossimo futuro potrebbero essere calzante. E’ vero infatti che le parti di una compravendita possono stipulare validamente il relativo contratto non muovendosi dalle rispettive città firmando il contratto informatico con la loro firma digitale: ma tale contratto non potrà essere trascritto perché privo della forma necessaria per la pubblicità immobiliare. Stante l’attuale normativa, anche per le firme digitali e’ prevista l’autentica notarile e, quindi, e’ necessario che le parti si rechino, anche non contestualmente, da un notaio che a sua volta certificherà con la propria firma digitale che la parte ha firmato in sua presenza. Solo così il contratto di compravendita informatico autenticato nelle firme potrà essere trascritto. Se poi le parti volessero l’atto pubblico, questo non potrebbe comunque essere stipulato telematicamente, poiché, a differenza delle scritture private autenticate, è richiesta la contestuale presenza di tutte le parti. ...... PESCARA, 28 settembre 1997 Riccardo Ricciardi ATTO NOTARILE A MEZZO COMPUTER
1) PREMESSA Il Consiglio dei Ministri nella seduta del 5 agosto 1997 ha approvato lo schema di decreto del Presidente della Repubblica recante: “Regolamento contenente i criteri e le modalità di applicazione dell’articolo 15, comma 2 della legge 15 marzo 1997, n. 59, in materia di formazione, archiviazione e trasmissione di documenti con strumenti informatici e telematici.” Questo evento, da molti definito rivoluzionario, è stato segnalato dalla stampa non specializzata con titoli quasi denigratori nei confronti dei notai, tipo: “Addio notaio: gli atti pubblici si faranno al computer”. Il notariato ovviamente ha seguito e seguirà tutte le fasi della rivoluzione in corso; del resto lo schema stesso di regolamento è frutto anche del contributo dato dal rappresentante del notariato nella commissione all’uopo predisposta dall’AIPA e qualificanti sono stati i chiarimenti avuti in appositi convegni notarili (Stresa, Porto Lotti). Al riguardo, tutti i notai, che non hanno potuto partecipare ai suddetti convegni, possono informarsi degli esatti termini della questione, più che leggendo le notizie ridotte a pura cronica del notiziario “attività” del CNN, “navigando” in INTERNET, partendo dal link “Forum di Informatica Giuridica” del sito del CNN, dove possono reperire tutti i documenti, gli articoli e le relazioni esistenti. ......
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